Cosa non ti dicono sul pecorino che compri, l’etichetta nasconde una verità che ti farà cambiare idea

Quando acquistiamo un pezzo di pecorino al supermercato, siamo convinti di portare a casa un prodotto della tradizione italiana, espressione di territori vocati e di saperi antichi. La realtà che emerge dalle etichette, però, racconta spesso una storia diversa, meno romantica e certamente più complessa. Dietro un nome evocativo o un packaging che richiama le colline toscane o i pascoli sardi, si può nascondere un’origine del latte che ha ben poco a che vedere con il nostro Paese.

La differenza cruciale tra “prodotto in Italia” e “latte italiano”

Il primo aspetto da comprendere riguarda una distinzione fondamentale che sfugge alla maggior parte dei consumatori: il luogo di produzione del formaggio non coincide necessariamente con l’origine della materia prima. Un pecorino può essere perfettamente legale e conforme alla normativa se viene trasformato in uno stabilimento italiano, anche quando il latte ovino proviene da allevamenti rumeni, polacchi o tedeschi. La dicitura “prodotto in Italia” si riferisce infatti al luogo in cui avviene la lavorazione casearia, non alla provenienza degli ingredienti.

Questa ambiguità genera un comprensibile disorientamento. Chi sceglie il pecorino lo fa spesso proprio perché desidera sostenere la filiera agroalimentare nazionale, convinto di acquistare un prodotto legato al territorio e ai suoi pascoli. Scoprire che il latte può arrivare da migliaia di chilometri di distanza modifica sostanzialmente il valore percepito dell’acquisto.

Perché il latte estero viene utilizzato nella produzione italiana

Le motivazioni di questa prassi sono principalmente economiche. Il latte ovino estero costa significativamente meno rispetto a quello italiano, permettendo ai produttori di abbattere i costi di produzione e offrire prezzi più competitivi sugli scaffali. Il prezzo medio del latte ovino italiano oscilla tra 1,20 e 1,50 euro al chilogrammo, mentre quello proveniente dai Paesi dell’Europa orientale si attesta tra 0,80 e 1,00 euro al chilogrammo. In alcuni Paesi dell’Europa orientale, i costi di allevamento sono inferiori grazie a strutture produttive diverse, normative meno stringenti su alcuni aspetti e costi del lavoro ridotti.

Va precisato che l’utilizzo di latte estero non è illegale né necessariamente sinonimo di bassa qualità. I Paesi dell’Unione Europea devono rispettare standard sanitari comuni e uniformi per la produzione di latte e prodotti lattieri. Tuttavia, esistono differenze significative nelle pratiche di allevamento, nell’alimentazione degli animali, nella gestione dei pascoli e nei controlli veterinari che possono influire sulle caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto finale.

Come riconoscere l’origine del latte dal packaging

La normativa europea sull’etichettatura alimentare prevede specifici obblighi informativi, anche se non sempre l’indicazione dell’origine del latte è automaticamente obbligatoria per tutti i formaggi. L’obbligo scatta principalmente quando l’assenza di tale informazione potrebbe indurre in errore il consumatore sulla vera provenienza del prodotto. Spesso queste informazioni sono riportate con caratteri piccoli, in zone poco visibili della confezione. Dedicare qualche secondo in più alla lettura attenta dell’etichetta rappresenta l’unico strumento efficace per effettuare una scelta consapevole e coerente con le proprie aspettative.

Bisogna cercare diciture come “latte italiano” o “latte 100% italiano”, che garantiscono la provenienza esclusiva da allevamenti nazionali. Anche il “Paese di mungitura” indica dove sono stati munti gli animali, rivelando l’origine effettiva del latte, mentre il “Paese di trasformazione” segnala dove il latte è stato lavorato per diventare formaggio. Le diciture generiche tipo “latte UE” indicano invece che il latte può provenire da uno o più Paesi dell’Unione Europea senza specificazione ulteriore.

Le denominazioni protette come garanzia territoriale

Un discorso completamente diverso merita il pecorino che gode di denominazioni di origine protetta come DOP o IGP. Questi riconoscimenti europei impongono disciplinari rigidi che vincolano non solo la zona di produzione, ma anche l’origine del latte, le razze ovine utilizzate, i metodi di allevamento e le tecniche di lavorazione. Il marchio DOP richiede che produzione, trasformazione e maturazione avvengano nella zona geografica definita, utilizzando latte proveniente da allevamenti specifici del territorio. Scegliere un pecorino DOP significa avere la certezza della tracciabilità completa della filiera e del legame autentico con il territorio di riferimento.

Il Pecorino Romano DOP, ad esempio, può essere prodotto solo in specifiche aree di Lazio, Sardegna e nella provincia di Grosseto, utilizzando esclusivamente latte intero di pecora proveniente da allevamenti situati in quelle stesse zone di produzione. Analogamente funziona per il Pecorino Toscano DOP, che richiede latte da greggi allevate esclusivamente in Toscana, il Pecorino Sardo DOP e le altre denominazioni riconosciute.

L’impatto sulla qualità e sulla sostenibilità

Oltre alla questione dell’autenticità territoriale, la provenienza del latte solleva interrogativi rilevanti in termini di sostenibilità ambientale. Trasportare latte fresco o refrigerato per migliaia di chilometri comporta un impatto ambientale considerevole, legato alle emissioni di CO2, al consumo energetico per la refrigerazione e all’utilizzo di risorse per il trasporto. Il trasporto del latte dall’Europa orientale all’Italia genera emissioni significative per ogni chilogrammo di prodotto trasportato.

Dal punto di vista qualitativo, la freschezza della materia prima influisce sulle caratteristiche del formaggio. Il latte che percorre lunghe distanze, anche se mantenuto a temperatura controllata, subisce inevitabilmente stress e trasformazioni che possono riflettersi sul profilo organolettico del prodotto finale. Le peculiarità legate al terroir, ossia al territorio con le sue specificità botaniche dei pascoli, climatiche e ambientali, rappresentano un patrimonio di biodiversità che si riflette nel sapore e nella composizione del latte. Ricerche scientifiche nel settore lattiero-caseario hanno dimostrato come le variazioni del terroir nel latte ovino influenzino significativamente il profilo aromatico del pecorino finale.

Strumenti pratici per una spesa più consapevole

La tutela dei propri interessi come consumatori passa attraverso alcuni comportamenti pratici da adottare durante la spesa. Prima di tutto, sviluppare l’abitudine di leggere sempre l’etichetta completa, non limitandosi al nome commerciale o alle immagini accattivanti del packaging. Le informazioni obbligatorie per legge sono lì proprio per permetterci di scegliere con cognizione di causa.

Quando possibile, privilegiare i prodotti con denominazione protetta o quelli che dichiarano esplicitamente l’utilizzo di latte italiano risulta una strategia efficace. Il sovrapprezzo eventuale corrisponde a un investimento nella qualità, nella trasparenza e nel sostegno alle filiere nazionali. Non esitare a chiedere informazioni al banco dei formaggi: i responsabili di reparto hanno il dovere di fornire informazioni chiare e dettagliate sulla provenienza dei prodotti che vendono.

La globalizzazione dei mercati ha reso i confini sempre più labili, ma questo non significa rinunciare alla possibilità di fare scelte informate. Nel caso del pecorino, prodotto simbolo della cultura casearia italiana, sapere da dove proviene realmente il latte significa rispettare le nostre aspettative di consumatori e valorizzare autenticamente il patrimonio gastronomico del nostro territorio. Una maggiore consapevolezza collettiva può inoltre incentivare i produttori verso una comunicazione più trasparente e verso scelte di filiera più virtuose, contribuendo a preservare le tradizioni casearie locali e a sostenere gli allevatori italiani che mantengono vive pratiche secolari di pastorizia.

Quando compri pecorino controlli da dove viene il latte?
Sempre leggo etichetta completa
Solo se costa molto
Basta che sia prodotto in Italia
Mai controllato finora
Compro solo DOP per sicurezza

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